Feb
2

E’ un continuo déjà vu

Il Sabato. Sempre uguale.

Mi sveglio a un’ora in cui le persone normali generalmente pranzano - ma c’erano i buoni propositi di svegliarsi presto e andare a lavorare. E piove. Ultimamente i fine settimana piove sempre.

Faccio colazione, rigorosamente con succo alla pera, visto che ultimamente bere latte potrebbe reagire con quanto trangugiato la sera prima.

Alle 14.00, appena ho finito di fare colazione, arriva quella trita maroni a seguire le ripetizioni di matematica di mia sorella. Due ore di silenzio tombale in casa. Le opzioni qui sono due: vado a lavorare (ma con uno scarso scarsissimo rendimento) o opto per rimbambirmi davanti al PC ascoltando musica o guardandomi qualche episodio di una serie TV di cui riuscirò a capire poco.

Alle 16.00, terminato il coprifuoco, posso pranzare. Il menù classico è: due sofficini, un toast prosciuto e sottiletta e un toast con la nutella. Il tutto accompagnato con acqua. Preferisco evitare di bere una birra, potrebbe essere prematuro.

Dopo pranzo il mal di testa comincia a darmi tregua, entro le 19.00 passa. Fino ad allora provo ad ingegnarmi qualcosa per passare il tempo, ma finisco la maggior parte delle volte disteso sul divano con occhi semichiusi facendo finta di seguire i soliti inutili programmi che danno il sabato pomeriggio.

La doccia prima di cena finalmente riesce a svegliarmi, e dopo cena ho ormai recuperato.

Ma per non rovinare la media la sera me ne sto a casa a oziare e mangiare tarallini pugliesi che fanno una sete indicibile costringendomi a bere un litro di acqua che dovrò naturalmente espellere durante la notte rovinandomi così il sonno.

Domenica, a parte lo stato psico-fisico, non va granché diversamente.

E’ di una tristezza l’inverno…

2 Febbraio 2008 ore 17:04 | della serie Ordinary life | Feed

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