La nonchalance delle vecchiette
Ero fuori a fumare una sigaretta, quando una graziosa vecchina si accingeva ad attraversare la strada.
Mette un piede giù dal marciapiede. Spunta all’orizzonte - e per orizzonte intendo almeno duecento metri, cioè riusciva ad attraversare la strada e tornare anche indietro - una macchina. Ma torna con cautela sul marciapiedi aspettando pazientemente.
Passata la macchina, si guarda a destra e a sinistra un non definito numero di volte. Arrivano due biciclette, e rimane in stand-by.
Passate le biciclette, sarà la volta buona? Spunta un’altra macchina all’orizzonte - e per orizzonte intendo almeno duecento metri, cioè riusciva ad attraversare la strada e tornare anche indietro - e rimane ancora sul marciapiede.
Quando ormai avevo consumato l’ultima metà della sigaretta e stavo preparando lo striscione “LA MEDICINA FA MIRACOLI” si decide finalmente ad attraversare, guardando nel mentre a destra e a sinistra continuamente, con la stessa diffidenza di un micio randagio.
Non so se invidiarlo tutto questo surplus di tempo buttato dai vecchini in genere, certo è che sono tremendi.
Le migliori sono quelle che vanno in bicicletta a due (metri) all’ora, zigzagando in mezzo alla strada. Ma poi è colpa di chi guida se per caso ci scappa il pourè di nonna.


Commenti
26 Maggio 2008 alle 17:19
E aiutarla no eh? Ti devo mandare ad una scuola di scout!
26 Maggio 2008 alle 21:08
Non se ne parla, in pausa cicca non mi si deve disturbare