A 6 anni, o poco più, avevo trovato un micio in giardino. Forse era scappato, o l’avevano abbandonato, di fatto in campagna se ne vedono spesso di gatti randagi.
Decisi quindi di adottarlo, battezzandolo Kejuk. Che è un nome del cazzo, ma in quel periodo avevo scoperto il significato di palindromo e il primo esempio di palindromia (esiste?) è Kajak. Vabè, chiusa parentesi.
Un bambino di suo non può però sapere troppe cose sui gatti e la loro alimentazione. Sicchè a Kejuk davo solamente latte intero, rigorosamente di frigo. Gli piaceva un casino (quale cucciolo non è ghiotto di latte?), ma ovviamente pipì o popò, la consistenza era la stessa.
Se ne andò pochi giorni dopo la mia adozione.
Stasera, non so perché, realizzo il motivo di quest’evasione: il desiderio di defecare duro fu più forte dell’affetto di un bambino.